Perlite

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LA MIA PERLITE

Nostra intervista esclusiva con Jacopo Giulini

A cura di Cinzia Marzolini

JGPerlite occupa da 60 anni un posto importante nel panorama del mondo imprenditoriale italiano.
Fondata nel 1951 vive oggi con Jacopo Giulini l’espressione della terza generazione di timonieri dell’azienda. Si potrebbe dire che i tratti caratteristici di questo giovane imprenditore racchiudono nella modestia, nella tenacia e nella capacità di motivare i collaboratori i tratti storici dell’imprenditoria tradizionale lombarda. Spetta a lui tracciare brevemente per i lettori l’attuale ritratto dell’azienda.
Perlite è un’azienda che oggi sta cambiamo molto. E’ un’azienda fatta di persone a cui chiedo ogni giorno di essere, ognuno nella sua posizione, un piccolo imprenditore. Oggi Perlite si sta mettendo in discussione con l’imperativo di dover crescere nonostante la condizione disagiata del mercato, infatti, oltre quello che sa fare bene da anni, vuole cavalcare nuovi spazi di mercato con tutte le problematiche connesse ad un cambiamento.
Negli ultimi decenni il modo di pensare lo sviluppo del paese in generale e dell’edilizia in particolare, ha subito mode e tendenze che hanno influito anche sull’uso di tecniche e materiali. Qual è oggi, in questo senso, la posizione della Sua produzione?
Per rispondere a questa domanda devo prima essere critico con me stesso: Perlite in passato non ha fatto fino in fondo il suo dovere, poiché, non ha valorizzato tutti i punti forti del suo prodotto, non si è voluta abbellire dei suoi tanti talenti.
Si può affermare che il successo di Perlite sia un riconoscimento quasi naturale dato dal mercato non tanto per la nostra bravura nel proporlo ma per le effettive risposte tecniche che esso è in grado di soddisfare.
Oggi è in noi una nuova consapevolezza, quella di un prodotto le cui molteplici applicazioni non sono ancora conosciute dalla stragrande maggioranza delle varie fasce di mercato; disponiamo di un ottimo marchio, di vaste referenze e oggi anche di persone competenti all’interno dell’azienda con la determinazione e la consapevolezza di dover portare alle varie fasce del mercato quelle conoscenze proprie del prodotto che ne hanno garantito fino ad ora la supremazia. In sostanza oggi siamo, come non mai, sempre più convinti di voler fare la differenza.
Nel mercato, sostanzialmente, i decisori si configurano con progettisti e rivenditori. Figure importanti le cui scelte sono spesso determinate da considerazioni a volte divergenti.
Quali argomentazioni vorrebbe fossero tenute particolarmente in considerazione da entrambi circa le specificità offerte da Perlite?
Ad un progettista direi di utilizzare mettere ovviamente i miei materiali nel capitolato, così come ad un rivenditore di credere nel nostro prodotto, in realtà quello che mi sento di dire, vorrei dirlo soprattutto alle imprese, oltre che ai progettisti e ai rivenditori.
Vorrei dire loro di non farsi fuorviare, di valutare molto bene i soggetti a cui commissionano il loro lavoro. Le fasi di studio, di progetto e di vendita contano, ma io mi rivolgo alle imprese perché facciano rispettare i loro canoni qualitativi. Pagano per avere un prodotto di qualità ed occorre che questo prodotto di qualità venga veramente consegnato. Posso avere il miglior progettista, o il miglior rivenditore ma se il posatore o applicatore usano male il prodotto, alla fine chi mette i soldi, cioè l’impresa, ci rimette. Vorrei dire all’impresa di puntare sempre sulla qualità facendo attenzione a chi applica il prodotto, guardando con particolare attenzione e criticità a: posa, applicazione e alle fasi esecutive.
L’impresa deve comprare un prodotto di qualità ma deve anche controllare che venga applicato in qualità, ne va anche dei miei prodotti, perché applicare male il mio prodotto significa svilirlo e renderlo incapace di dare le prestazioni richieste.
CR Firenze

CR Firenze

Vorrei anche consigliare a tutti i decisori della filiera di fare sempre più attenzione alla scheda tecnica del prodotto completa di: certificati, prestazioni, numeri e test che le aziende fanno sulla loro produzione in quanto sono fermamente convinto che stiamo andando verso una fase dove chiunque fa qualcosa deve essere misurato. Misurateci, misurate i nostri concorrenti, misurateci in modo critico, completo e approfondito, misurate anche chi vi esegue fa il lavoro, chi vi mette in opera i materiali che avete deciso di utilizzare nelle vostre costruzioni e vi dico: propendete verso la gente seria. Si sta andando sempre di più verso un mondo di gente seria, perché il mercato ci impone di essere seri.
I temi ambientali ed in particolar modo tutta l’architettura del verde hanno trovato in Perlite una risposta puntuale ed adeguata alle esigenze nuove e particolari del mercato. Quali sono i nuovi spazi occupati da Perlite in questo contesto?
Solo dopo aver verificato l’esatta potenzialità del nostro sistema verde, ho iniziato a capire e ad appassionarmi all’idea di poter, con i miei materiali, andare a creare un qualcosa di esteticamente gradevole, ben accetto da terzi e bello all’interno di un mondo fatto di cemento.
Ho capito che era il momento di investire nel settore ed oggi, quella del verde, è una delle aree che mi da maggior soddisfazione, è un po’ la mia copertina patinata. Molti
lavori prestigiosi fatti in Italia portano il marchio Perlite, ad esempio l’ultimo è il Carrefour a Carugate, dopo diverse aree di intervento in Milano, come Bicocca, Caltacity, Arcimboldi, oppure il verde pensile di San Giovanni Rotondo, e tanti altri.
Ultimamente stiamo lavorando ad un progetto per portare il verde all’interno delle case, non solo creando giardini interni, ma facendone anche un elemento di arredo.
Secondo Lei di che cosa si riempie il futuro?
Credo il mercato non debba fare paura a coloro che hanno: passione, voglia di mettersi in discussione, capacità di ascoltare gli altri cogliendone spunti e idee nuove; per chi sa essere critico con se stesso e per chi ha l’intelligenza di capire il cambiamento.
Non devono avere paura coloro che sanno tirar fuori da un idea il business: chi ha un’idea con due macchinari è pronto per il mercato, quelle che occorrono sono appunto le idee. Tiriamole fuori!
Parco Osservanti Lucca

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Downtown Milano

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